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Un accordo per riqualificare l’area Razzaboni

Un'immagine del 2004 della ex ditta Razzaboni srl in via Samoggia

Nella serata del 9 febbraio il Consiglio comunale di Persiceto, con i voti favorevoli della maggioranza di centrosinista, ha votato una delibera che autorizza il Sindaco a firmare un importantissimo accordo fra Comune, ARPA, Regione e Provincia per riqualificare il cosiddetto “sito Razzaboni”.

Forse molti non sanno cosa sia il caso Razzaboni, quindi proviamo a ripercorrere un po’ i passi di questa triste vicenda. Le cose sono molto difficili e complicate, quello che segue è solo un semplice riassunto.

Una decina d’anni fa, più o meno, sono stati scaricati abusivamente e illegalmente sedicimila tonnellate di rifiuti inquinanti, d’origine industriali, spacciati per rifiuti inerti, in un area, situata in Via Samoggia, di proprietà dell’azienda privata Razzaboni. Quest’area era appunto destinata a deposito e riciclaggio di rifiuti inerti ma in realtà fu utilizzata per smaltirne illegalmente altri e ben più inquinanti. Questi furono scaricati direttamente sul terreno e senza una copertura che impediva alle piogge di disperdere nel sottosuolo eventuali sostanze dannose.

L’attività illecita fu scoperta dai Carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Bologna, Noe, insieme al Nipaf del Corpo forestale dello Stato e all’Arpa. Appurarono che in pochissimo tempo quest’area di circa cinque ettari ricevette la visita di 550 camion che scaricarono e accumularono rifiuti pericolosi, provenienti da ditte di mezza Italia del centro nord. Ad oggi si stima che per bonificare questa discarica abusiva ci vorranno un bel po’ di soldi, poiché nel frattempo, la ditta Razzaboni è ovviamente fallita e ora tocca al comune di Persiceto provvedere alla bonifica dell’area.

Dopo un primo monitoraggio del sito che accertò lo stato di potenziale inquinamento del terreno sottostante i cumuli, il Comune, nel 2005, pur non avendo a disposizione le risorse per bonificarlo completamente, lo mise in sicurezza per rispettare le normative vigenti. Questo grazie ad un finanziamento della Regione. La ditta Razzaboni infatti non aveva mai obbedito alle ordinanze di bonifica emesse dal Comune.

La messa in sicurezza è però una soluzione temporanea. Rimane la necessità di un’opera di risanamento globale dell’area a partire dallo smaltimento corretto dei rifiuti accumulati e che, fino ad oggi, non ha potuto essere compiuta a causa degli elevati costi, nonché per via di altre problematiche di tipo giudiziario e penale legate all’area.

Il Comune, che non ha nessuna responsabilità in questa vicenda, originata dall’avidità di un privato, ha preso in carico il problema e sta facendo un enorme sforzo per tentare di risolverlo.
Ecco allora che si arriva al voto di questa delibera e all’accordo di programma in oggetto. È positivo che i quattro interlocutori (Regione, Provincia, ARPA e Comune) abbiano condiviso questo testo e che ognuno si prenda degli impegni specifici per raggiungere nel modo migliore la soluzione dell’annoso problema:
Il progetto che si delinea in questo accordo prevede:

  • L’individuazione dell’entità reale dell’inquinamento
  • Lo studio di fattibilità di un intervento globale di bonifica dell’area con tecnologia innovativa (trattamento elettrocinetico dei metalli pesanti in grado di inertizzare le sostanze inquinanti).
  • La realizzazione di un impianto pilota per sperimentare l’efficacia del trattamento.
  • La realizzazione di un importante parco fotovoltaico sul terreno dell’area, una volta che essa sia completamente messa in sicurezza. La stessa energia elettrica proveniente dal fotovoltaico sarà utilizzata anche per sostenere il processo di trattamento degli inquinanti.

Sarà compito del Comune di San Giovanni quello di progettare ed eseguire l’intervento, ma anche gli altri interlocutori avranno un ruolo attivo: ARPA fornirà supporto tecnico, la Regione Emilia Romagna elargirà un finanziamento di 500mila euro e la Provincia sosterrà l’amministrazione negli adempimenti burocratici in materia di bonifica e di richiesta degli incentivi per il fotovoltaico.

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