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Approvato il bilancio del Comune di Persiceto

Martedì 19 gennaio in consiglio comunale è stato approvato a maggioranza il Bilancio 2010 del comune di San Giovanni in Persiceto: 12 voti i voti favorevoli (‘Gruppo Democratico’) e 8 i contrari (Pdl, ‘Lega Nord’ e ‘Rinnova Persiceto’). Fra le linee guida i tagli alle spese e il sostegno ai settori scuola e sociale.

“Quest’anno - dichiara il sindaco di Persiceto Renato Mazzuca - l’amministrazione comunale ha dovuto predisporre il bilancio in condizioni veramente difficili; condizioni dettate sia dalla crisi economica e finanziaria che ha colpito anche il nostro territorio sia dall’inadempienza del governo che si “dimentica” di restituire quasi un milione di euro di Ici e riduce i trasferimenti statali, bloccando di fatto l’autonomia degli enti locali, nonostante il tanto sbandierato federalismo fiscale”.

Gli interventi a contrasto della crisi sono stati molteplici: oltre ai vari tavoli di confronto con tutte le realtà locali (associazioni di categoria, sindacati, banche, parrocchie) il comune ha stanziato un bando anticrisi di 137.000 euro a sostegno delle famiglie in difficoltà. Intanto la popolazione del comune di Persiceto continua a crescere (27.000 abitanti al 31.12.2009) e cresce soprattutto nelle fasce estreme, giovani ed anziani, età che hanno maggiormente necessità delle attenzioni e dei servizi comunali.

“In queste condizioni - prosegue Mazzuca - abbiamo salvaguardato i settori della scuola (sostenendo in modo particolare l’accesso al nido e alla scuola dell’infanzia) e del sociale (andando incontro alle esigenze delle famiglie e dei cittadini più svantaggiati che faticano ad arrivare alla fine del mese). Nel razionalizzare la spesa del comune non abbiamo però lasciato indietro il nostro sistema produttivo (continuando a sostenere la concessione di finanziamenti in conto interessi), la sostenibilità ambientale (con la realizzazione di un Farmer’s market, un piano energetico comunale e impianti fotovoltaici su edifici pubblici), la promozione dello sport (con il coinvolgimento delle associazioni sportive e delle scuole), la tutela della sicurezza (con l’aumento dell’organico di Polizia Municipale e un nuovo sistema di video sorveglianza) e l’attenzione ai giovani (ideazione di un piano strategico per le politiche giovanili). Purtroppo abbiamo dovuto tagliare su settori quali cultura ed investimenti, nella speranza che nel caso in cui il nostro governo si ‘ricordi’ dei suoi debiti, si possa metter mano in corso d’anno al bilancio”.

“Il nostro bilancio - sottolinea il sindaco - è stato approvato in consiglio con la maggioranza dei voti, ma i consiglieri dell’opposizione hanno votato contro. Dispiace che le opposizioni invece che contribuire con emendamenti costruttivi e propositivi abbiano sostanzialmente fatto solo ostruzionismo. In questo momento di crisi e sofferenza per le famiglie avrei apprezzato il riconoscimento degli evidenti sforzi fatti dalla giunta nella composizione di un bilancio per forza contenuto nelle cifre ma chiaramente orientato a garantire i servizi essenziali di scuola e sociale. Speravo in un’opposizione più matura e costruttiva che non rispondesse a logiche di partito o corporazione, purtroppo questo non e’ avvenuto. Ringrazio invece la maggioranza per l’atteggiamento propositivo e responsabile, doti in questo momento difficilmente riscontrabili nel panorama politico”.

Privatizzano anche l’acqua!

Regalo da 8 miliardi di euro a grandi aziende e multinazionali: il monopolio dell’acqua. Il no del PD
Noi per l’acqua bene pubblico

Avere l’acqua a dispozione è un diritto. Mentre il mondo e le organizzazioni internazionali si preoccupano di far sì che la più preziosa delle risorse sia fruibile dall’intera popolazione mondiale, il governo, neanche a dirlo, rema controcorrente e si avvia invece alla sua privatizzazione. La politica dell’”acqua al migliore offerente”, argomento chiave del decreto-salva infrazioni votato e approvato ieri dal Senato, è stata arginata dall’emendamento PD, inserito all’ultimo minuto nel testo. “L’acqua è di proprietà dello stato”: poche parole che però riescono nell’impresa di limitare la mercificazione selvaggia voluta dal ministro Ronchi, ideatore del decreto.

Un giro d’affari da 8 miliardi. Nonostante la modifica, il testo rimane potenzialmente pericoloso e rischia di spingere le aziende del settore ad una febbrile caccia all’oro che penalizzerebbe pesantemente i consumatori. Vediamo perché.
Al momento in Italia la rete idrica è coperta da circa 110 gestori, divisi per ambiti territoriali ottimali. Di questi ben 64 sono a capitale pubblico e servono metà della popolazione, il resto è a capitale misto o privato. La riforma di ieri cancella ogni regola e apre alla privatizzazione selvaggia. Si consente la gestione a società “in ogni forma costituite”. Non è tutto, il privato deve possedere una quota corrispondente ad “almeno il 40% della società” e spetterà a lui l’ultima parola sugli investimenti. In sostanza il pubblico diventerà un’ospite poco gradito.
È ovvio che i un sistema così articolato, la logica di mercato avrà la meglio sulla volontà di garantire a tutti un diritto, quindi si può prevedere realisticamente che le società decidano di massimizzare i profitti gonfiando le tariffe. Quanto ci guadagnano le aziende private? Si stima, in difetto, che il gioco al rialzo potrebbe fruttare in 10 anni ben 8 miliardi di euro.

Che fine fanno gli enti pubblici? A loro resta una quota che non potrà superare il 40%, pochi poteri e praticamente nessuna possibilità di contrastare gli interessi dei grandi gestori privati italiani. Inoltre la riforma spalanca le braccia alle multinazionali, come le francesi Veolia e Suez, impazienti di accaparrarsi altre zone del territorio. L’Antitrust già parla di “monopoli pubblici sostituiti da monopoli privati”.

Sindaci ribelli. Insomma, in generale la prospettiva di grandi aziende con in mano le chiavi del proprio rubinetto non piace a nessuno, ma in particolare non entusiasma chi da decenni lotta col problema della scarsità idrica. Per questo un centinaio di sindaci siciliani si sono coalizzati per risolvere il problema alla fonte: non consegneranno le chiavi degli acquedotti a gestori privati. La Sicilia, uno dei pionieri della privatizzazione idrica fin dal 2005, sa cosa vuol dire ridurre un necessità primaria all’interesse di pochi e soprattutto sa quanto i traffici miliardari concentrati nelle mani di un numero ristretto di imprenditori possa far gola a Cosa Nostra. Il braccio di ferro fra i sindaci irriducibili e la regione si è spesso evoluto nell’invio di qualche commissario, non proprio irreprensibile. È il caso dell’ingegnere Rosario Mazzola, commissario per l’Ato di Palermo e allo stesso tempo consigliere per alcune società che controllano Acque potabili siciliane…coincidenza o piccolo caso di conflitto d’interessi?

I commenti del PD. La presidente dei senatori PD Anna Finocchiaro, durante il suo discorso all’aula ha evidenziato: ”La questione della gestione della risorsa acqua e’ una delle grandi questioni sulle quali si interroga il mondo intero. Non e’ un problema di poco conto, ragioniamoci, cerchiamo di capire meglio. Dobbiamo avere attenzione al fatto che stiamo parlando dell’acqua, la risorsa piu’ preziosa naturalmente a disposizione dell’umanita”.

Roberto Della Seta, capogruppo del Pd nella commissione Ambiente ha sottolineato: ”Oggi in Senato con il voto del Pdl e della Lega viene resa obbligatoria la gestione dell’acqua: una scelta che va contro l’interesse dei cittadini e che non e’ dettata, come falsamente sostengono governo e maggioranza, da norme europee. Una scelta tanto piu’ grave nel caso del partito di Bossi e Calderoli, che in Padania coi suoi sindaci si batte per l’acqua bene pubblico e a Roma prende decisioni ultraliberiste. L’approvazione di un emendamento del Pd a firma Bubbico mette dei paletti alla privatizzazione, garantendo il rispetto della proprieta’ pubblica dell’acqua, come stabiliscono i principi comunitari. Nonostante questo, tuttavia, le norme approvate oggi dal Senato sono molto gravi. L’acqua e’ un bene comune, non e’ una merce e in base alla Costituzione la titolarita’ della sua gestione e’ in capo alle Regioni e agli enti locali. Prevedere non la possibilita’, ma l’obbligo entro 1 anno, di affidare a privati la gestione dei servizi pubblici vuol dire espropriare Regioni e Comuni del diritto-dovere di amministrare l’uso dell’acqua nell’interesse delle persone e delle comunita’, e apre la strada a un monopolio privato dell’acqua nelle mani di tre o quattro multinazionali”.

Filippo Bubbico, primo firmatario dell’emendamento approvato dall’ Aula afferma: ”Grazie a un emendamento del Partito democratico e’ stata scongiurata la privatizzazione dell’acqua, bene indispensabile, di primaria importanza per tutti i cittadini”. Lo annuncia il senatore e capogruppo del Pd in commissione Industria. Inserire una riforma tanto importante per i cittadini qual e’ quella dei servizi pubblici locali nel Decreto sugli obblighi comunitari ha significato non solo privare il Parlamento della possibilita’ di un esame approfondito del provvedimento ma creare una riforma pasticciata che non tiene conto delle specificita’ di ciascun servizio pubblico”. Secondo il sentore del Pd, l’emendamento ha il ”merito di scongiurare questa eventualita’ poiche’ la sua approvazione consente al servizio idrico di restare saldamente nella titolarita’ e nel governo delle amministrazione pubbliche, tanto da soddisfare i principi del pieno controllo pubblico sulla qualita’, l’accessibilita’ e il prezzo del servizio per gli utenti”.

Bersani segretario: “Un PD di opposizione e di alternativa”

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Pier Luigi Bersani è il nuovo segretario del Partito Democratico.
Dentro la vittoria di tutti c’è anche la mia” ha commentato su Twitter.

Poco dopo nella sua prima conferenza stampa annuncia: “Costruirò il partito, sono orgoglioso di farlo. Questa è una grande vittoria di tutti, elettori e militanti e con Dario e Ignazio lavoreremo assieme (leggi qui i loro commenti sul voto delle primarie), un lavoro di squadra. Voglio rivolgere una parola di amicizia e rispetto per Franceschini e Marino, lavoreremo insieme per il nostro partito. Voglio ringraziare Dario Franceschini che mi ha telefonato riconoscendo il risultato delle primarie”.

E a chi tra i giornalisti si chiede se sarà così solo fino al sette novembre, giorno dell’Assemblea del PD, sembra rispondere poco dopo: “Sarà partito senza padroni, non di un uomo solo, ma un collettivo di protagonisti, il Pd è un partito senza padrone. Farò il leader a modo mio, il PD non sarà di un uomo solo. Un grande partito popolare è un collettivo di protagonisti e questa sarà la chiave del mio lavoro”. Bersani sottolinea un passaggio importante che prefugura la sua linea: “Preferisco che il Pd si definisca un partito dell’alternativa piuttosto che dell’opposizione, perché l’alternativa comprende anche l’opposizione ma non sempre è vero il contrario, e stare in un angolo a urlare non porta a nulla”.

Il neo segretario a spoglio in corso riflette: “Voglio cominciare con l’orgoglio per quanto successo oggi. Tre milioni di persone sono una grande prova di democrazia. Tre milioni di persone che hanno pagato due euro a testa per partecipare alle primarie sono un grande risultato. Noi siamo orgogliosi di essere quelli che stanno costruendo un partito. Chi fa un partito realizza la costituzione repubblicana che parla di partiti e non di “popoli”. Questo mette l’Italia al pari delle altre democrazie mondiali che non hanno partiti con dei padroni. Spero che questo nostro esempio induca qualcuno a riflettere sull’assenza di trasparenza su altri soggetti politici. Noi siamo stati e siamo un libro aperto. Questo risultato mi consegna la responsabilità di guidare il Pd. Sopra o sotto il 50%? Vedremo, a noi risulta sopra il 50%. Ora collaborazione con tutte le opposizioni, ma io voglio il partito dell’alternativa”. E annuncia la sua prima iniziativa sul tema del lavoro: “Domani sarò a Prato, per incontrare gli artigiani che vivono la crisi, perché bisogna rompere il muro tra politica e lavoratori”. Il distretto toscano del tessile è infatti in affanno, stretto tra la delocalizzazione delle fabbriche in Cina e nell’Europa dell’Est, e pesa anche la “concorrenza sleale” delle ditte gestite da cinesi, spesso irregolari e abusive.

Il primo giorno da segretario.
Al mattino un’intervista radiofonica ai microfoni di Cnr, per ribadire che “il primo gesto da segretario sarà quello di occuparmi del lavoro e della precarietà, poiché credo che abbiamo bisogno di riportare la politica ai fondamentali e i media a parlare delle condizioni reali delle persone”.

In radio è tornato anche sull’Ulivo: “Ho sempre detto che in quel movimento c’era il sapore di una grande riscossa civica, non era solo un’operazione politica. Questo è un punto che intendo riprendere perchè abbiamo bisogno di metter dentro alla forza che abbiamo fatto vedere ieri, una spinta che viene dall’idea che questo Paese può vivere intorno alle regole, ai meriti, ai diritti, ai doveri, alla sobrietà della politica. L’Ulivo mi pare rappresentasse questo: quindi è un tema da riprendere”.

Oggi, come primo atto, Bersani incontrerà i lavoratori di Prato dove la crisi ha causato la perdita di migliaia di posti di lavoro e dove dopo 63 anni di giunte di sinistra, alle amministrative dello scorso giugno il Comune è stato conquistato dal centrodestra. Pier Luigi Bersani sarà oggi a Prato alle 15.30, dove incontrerà artigiani e lavoratori presso l’Orditura Villanti, in via del Ferro, 145.

Come si vota alle primarie del 25 ottobre

QUANDO SI VOTA
Domenica 25 ottobre dalle ore 7.00 alle ore 20.00 (attenzione! torna l’ora solare).

CHI VOTA
Possono votare tutti i cittadini in possesso dei diritti di voto (tessera elettorale). Votano anche chi ha compiuto i 16 anni (documento di identità). Inoltre possono votare anche gli studenti fuori sede e gli extracomunitari in possesso di permesso di soggiorno.

ELETTORI EXTRACOMUNITARI (delibera n. 34)
I cittadini immigrati ed extracomunitari in possesso di permesso di soggiorno, nonché dei requisiti richiesti dallo Statuto e dal Codice etico, hanno diritto all’elettorato attivo e passivo e possono esercitare il diritto di voto presso il luogo di domicilio/residenza come essa è comprovata o dalla carta di identità o dal permesso di soggiorno o dalla ricevuta di richiesta del rinnovo di permesso di soggiorno.

STUDENTI FUORI SEDE
Verrà istituito in tutte le Commissioni provinciali per l’elezione del Segretario e dell’Assemblea nazionale, di un seggio per garantire l’esercizio del diritto di voto a cittadini, italiani e stranieri — aventi i requisiti richiesti dallo Statuto e dal Codice etico — che studiano e lavorano in una provincia diversa da quella di residenza.
Gli studenti e lavoratori, muniti di documento di riconoscimento, debbono presentarsi entro le ore 19 del 23 ottobre 2009 presso la sede provinciale del Partito Democratico, dove studiano o lavorano, e comunicare la loro decisione di votare in quella sede provinciale anziché nel seggio del luogo di residenza. Oppure , qualora impossibilitati a raggiungere la sede provinciale del PD, gli studenti e i lavoratori fuori sede, possono inviare alla Commissione provinciale per l’elezione del 25 ottobre, avvalendosi di fax o di nuove tecnologie, la domanda di esercizio del voto, corredata da documento di riconoscimento.
La Commissione provinciale, presso la quale l’interessato ha fatto richiesta deve comunicare al richiedente, entro le ore 12 del 24 ottobre , il seggio a lui assegnato per la votazione e comunicare al Presidente della Commissione provinciale per l’elezione del 25 ottobre del luogo di residenza, la comunicazione che il richiedente voterà in altro seggio, diverso dal luogo di residenza stesso e avvisare il Presidente del seggio del nuovo elettore assegnato. Il Presidente della Commissione provinciale per l’elezione del 25 ottobre, di residenza dell’interessato, dà comunicazione immediata al Presidente di seggio del luogo di residenza del richiedente, comunicando che lo stesso voterà in altro seggio e quindi non deve essere ammesso al voto in quel seggio.

COME SI VOTA
Il voto si esprime tramite e soltanto attraverso un unico segno tracciato su una delle liste dei candidati. Non è previsto voto di preferenza.

Risultati del 27 e 28 settembre

Risultati di voto per i candidati a Segretario Nazionale

Circoli Votanti Schede
Bianche
Schede
Nulle
Voti
Validi
Pierluigi
Bersani
% Dario
Franceschini
% Ignazio
Marino
%
Budrie-Castagnolo-Tivoli 17 0 0 17 12 70,59 2 11,76 3 17,6
Galvani-Centro 71 0 0 71 44 62 11 15,5 16 22,5
PEEP-Amola-Accatà 75 0 0 75 44 58,66 15 20 16 21,3
S. M. Decima 75 0 0 75 42 56 29 38,7 4 5,3
C. Comunale 238 0 0 238 142 59,7 57 23,9 39 16,4

Risultati di voto per i candidati a Segretario Regionale

Circoli Votanti Schede
Bianche
Schede
Nulle
Voti
Validi
Stefano
Bonaccini
% Mariangela
Bastico
% Thomas
Casadei
%
Budrie-Castagnolo-Tivoli 17 0 0 17 12 70,6 4 23,5 1 5,9
Galvani-Centro 71 1 0 70 33 47,1 18 25,7 19 27,2
PEEP-Amola-Accatà 75 0 0 75 38 50,7 16 21,3 21 28
S. M. Decima 75 1 0 74 41 55,4 30 40,5 3 4
C. Comunale 238 2 0 236 124 52,5 68 28,8 44 18,7
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