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Dichiarazione del presidente del Distretto Sanitario Pianura Ovest, Renato Mazzuca, in merito al piano ferie dell’Azienda Usl presentato oggi alla conferenza territoriale socio-sanitaria

«Una scelta che ritengo sbagliata nel metodo e nel merito. Si tratta di una situazione di profonda criticità che riguarda l’intero territorio bolognese. Prima di tutto, a noi sindaci la comunicazione del piano di tagli per l’estate (giugno-settembre 2015), presentato oggi, è giunta solo martedì scorso. Non abbiamo quindi avuto, visto lo scarso preavviso, il tempo necessario per valutarlo in maniera approfondita e discuterne con la dovuta attenzione. La sensazione è quella di essere stati avvisati a cose fatte. In secondo luogo, mi preoccupa l’entità e la durata delle chiusure previste per il periodo estivo. È infatti in gioco la tenuta complessiva del sistema dei servizi con un notevole incremento del numero dei giorni di disattivazione di posti letto. In una fase di transizione come quella attuale, credo invece sarebbe stato utile, da parte dell’Ausl, riproporre lo stesso piano ferie dell’anno scorso e da esso far partire un confronto con tutti i soggetti interessati. C’è anche da rilevare una evidente sperequazione territoriale all’interno del sistema socio-sanitario bolognese: in particolare negli ospedali della provincia e all’ospedale Bellaria. Se penso alla struttura di San Giovanni in Persiceto (+ 2194  letti disattivati rispetto al 2014, letti disattivati = giorni di chiusura complessivamente previsti moltiplicati per i posti letto) devo prendere atto di una diminuzione, sempre per i mesi estivi, dei posti letto della medicina riabilitativa dell’ospedale, a cui pervengono pazienti dall’intera provincia, da 20 a 8.  E se la soluzione proposta dall’Ausl per sopperire a questi tagli è quella di utilizzare la sanità privata accreditata, la mia risposta è negativa: credo sia il pubblico a dover garantire una adeguata risposta ai bisogni sanitari.

Il diritto alle ferie degli operatori è sacrosanto, ma allo stesso tempo è necessario assicurare la tenuta dei servizi per l’intera collettività. Per questo il piano assunzioni deliberato andrebbe potenziato ed elaborata una nuova strategia organizzativa volta a superare le criticità. Ribadisco per tali motivi la mia contrarietà rispetto alla decisione presentata oggi in conferenza territoriale socio-sanitaria. Un piano redatto unilateralmente dalla Direzione sanitaria che va a tutto discapito dei cittadini, soprattutto per le persone più in difficoltà, che vedono ridursi in maniera preoccupante i servizi erogati anche in termini di qualità.»

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