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	<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 17:11:09 +0000</pubDate>
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		<title>Scuola, il disastro Gelmini-Tremonti</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 10:48:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RedAzione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pdpersiceto.net/apertamente/home/wp-content/uploads/2010/07/class-raising-hands.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1075" style="margin: 5px;" title="class-raising-hands" src="http://www.pdpersiceto.net/apertamente/home/wp-content/uploads/2010/07/class-raising-hands-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>La scure della riforma Gelmini-Tremonti si abbatte anche sui nostri istituti. Nonostante le &#8220;visionarie&#8221; rassicurazioni provenienti dal Ministero, il malcontento dei docenti, delle famiglie e delle amministrazioni comunali continua a crescere e si prospetta un avvio di anno scolastico molto cupo. Il dato più scioccante riguarda la scuola materna in provincia di Bologna: a causa dei tagli di organico del Ministero 600 bambini rimarranno fuori dalla scuola pubblica. Questo si tradurrà, inevitabilmente, in costi esorbitanti per famiglie dato che dovranno affidarsi alla scuola privata.</p>
<p>Anche a San Giovanni in Persiceto le criticità sono tante e dopo la definizione degli organici in base alle direttive del Ministero, ci troveremo di fronte a una situazione molto complessa. Se fortunatamente negli istituti di Decima non dovrebbero esserci problemi (nella scuola dell&#8217;infanzia si riusciranno a coprire le 38 richieste, mentre alle medie, dopo molte pressioni, si è riusciti ad ottenere la concessione di una classe prima aggiuntiva), così non è per il resto del territorio persicetano.</p>
<p><span id="more-1074"></span>Nelle scuole dell&#8217;infanzia di San Giovanni, infatti, vi sono 39 bambini in lista d&#8217;attesa, dato che le scuole Nicoli e Cappuccini hanno già tutti i posti assegnati. Il Comune si è reso disponibile a concedere dei locali per sistemare questi bambini in lista d&#8217;attesa, solo che occorrerebbero due insegnanti che il Ministero non vuole concedere, costringendo, con questo rifiuto, molte famiglie a doversi rivolgere alle scuole private.</p>
<p>Critica è anche la situazione alla scuola primaria, a partire dalle Quaquarelli dove mancano 50 ore di inglese. Per l&#8217;Istituto comprensivo (che riunisce Cappuccini, Mameli, Romagnoli ed elementari delle Budrie), rimanendo invariate le indicazioni ministeriali, sarà impossibile soddisfare la richiesta di tempo pieno da parte delle famiglie: con l&#8217;attuale organico, alle Budrie ci sarà una contrazione del tempo scuola da 30 a 27 ore e non sarà più possibile garantire ad una futura seconda classe delle Romagnoli 38 ore, ma solo 27.</p>
<p>Infine per quanto riguarda le scuole medie Mameli, quest&#8217;anno ci sono state 188 nuove iscrizioni, ma sono state concesse solo sette classi, mentre per questo numero di alunni ne servirebbero otto: in questo caso si dovrebbero formare classi di ventotto alunni con gravi disagi per l&#8217;elevato numero degli studenti e per l&#8217;utilizzo di aule inadeguate a sopportare classi così numerose.</p>
<p>Se a questa situazione aggiungiamo il blocco delle retribuzioni nel triennio 2010-2013 (con un contratto scuola già scaduto dal 2009) per i lavoratori della scuola (come tutti i dipendenti pubblici), si capisce qual è il reale piano dell&#8217;attuale Governo: depotenziare alla base quella che è un&#8217;istituzione irrinunciabile di ogni democrazia moderna, ossia la scuola pubblica e libera, a tutto vantaggio della scuola privata, dove anche la conoscenza e il diritto alla conoscenza saranno trasformati in merce ed occasione di guadagno.</p>
<p><em>Silvio Tafuri</em></p>
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		<title>In attesa di risposte</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 10:45:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RedAzione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[sport]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Le famiglie hanno bisogno di risposte, ma soprattutto attendono di vedere garantiti i loro diritti&#8221;. È il commento dell&#8217;assessore alla Scuola di Persiceto, Andrea Fiorini, il quale si chiede &#8220;come mai per la scuola dell&#8217;infanzia in Campania sono stati assegnati 199 insegnanti in più a fronte di un decremento demografico in quella regione, e un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Le famiglie hanno bisogno di risposte, ma soprattutto attendono di vedere garantiti i loro diritti&#8221;. È il commento dell&#8217;assessore alla Scuola di Persiceto, Andrea Fiorini, il quale si chiede &#8220;come mai per la scuola dell&#8217;infanzia in Campania sono stati assegnati 199 insegnanti in più a fronte di un decremento demografico in quella regione, e un solo insegnante in più in Emilia Romagna dove i bambini dai 3 ai 6 anni sono aumentati del 28%&#8221;.</p>
<p>E ancora, &#8220;come mai circa 1600 famiglie in provincia di Bologna non avranno il tempo scuola richiesto, nonostante le dichiarazioni del Ministro Gelmini che rassicurava dicendo che il tempo pieno sarebbe stato concesso alle famiglie che lo avessero chiesto&#8221;.</p>
<p>Di fronte a questa situazione preoccupante, l&#8217;assessore sottolinea comunque l&#8217;impegno del Comune: &#8220;Già da febbraio sono iniziate le sollecitazioni all&#8217;Ufficio Scolastico ed è stata, inoltre, approvata dal Consiglio Comunale, all&#8217;unanimità, una risoluzione per sollecitare gli organi ministeriali in merito alla richieste delle famiglie sulla scuola dell&#8217;infanzia e il tempo pieno. Speriamo che tutta la mobilitazione operata in questi mesi possa ottenere qualche risultato significativo e qualche risorsa di organico in più&#8221;.</p>
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		<title>Ciao Sanzio</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 10:42:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RedAzione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Sanzio Zanotti è scomparso improvvisamente domenica 13 giugno.
Piangiamo la morte di un caro amico, uniti ai suoi famigliari, con il dolore più profondo e vogliamo dedicargli un ricordo affettuoso.
Ti abbiamo apprezzato in partito e alle feste dell&#8217;Unità, sapevi sempre esprimere le tue idee con fermezza, ma anche con moderazione e grande modestia e così ti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pdpersiceto.net/apertamente/home/wp-content/uploads/2010/07/foto-zanotti-apertamente.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1069" style="margin: 5px;" title="foto-zanotti-apertamente" src="http://www.pdpersiceto.net/apertamente/home/wp-content/uploads/2010/07/foto-zanotti-apertamente-273x300.jpg" alt="" width="218" height="240" /></a>Sanzio Zanotti è scomparso improvvisamente domenica 13 giugno.<br />
Piangiamo la morte di un caro amico, uniti ai suoi famigliari, con il dolore più profondo e vogliamo dedicargli un ricordo affettuoso.</p>
<p>Ti abbiamo apprezzato in partito e alle feste dell&#8217;Unità, sapevi sempre esprimere le tue idee con fermezza, ma anche con moderazione e grande modestia e così ti sei guadagnato la stima e l&#8217;ammirazione di tutti noi.<br />
Eri un idealista, credevi in un mondo migliore, in valori alti e nobili, nell&#8217;amicizia, nella solidarietà, nella democrazia e nelle istituzioni, nel dovere e nell&#8217;impegno personale. Eri un uomo leale e sincero, altruista nel più profondo del cuore;  sapevi  interpretare il tuo ruolo, prima di dipendente pubblico poi di amministratore, con onestà e intransigenza morale.<br />
Eri un cittadino e ti sentivi parte di una comunità da cui ricevevi molto e sentivi forte il dovere di servirla con dedizione e impegno gratuiti.</p>
<p>Lo hai fatto tra i banchi del Consiglio comunale dove hai guidato il gruppo di maggioranza, con grandissimo impegno, competenza e passione, con profondo rispetto verso le regole e le convinzioni altrui e lo stavi facendo adesso, da assessore ai lavori pubblici, con sobrietà e senza protagonismo, come era nel tuo stile inconfondibile.</p>
<p>Ci mancherai tantissimo Sanzio, la tua perdita apre un vuoto che sentiamo incolmabile. Ci mancherà il tuo sorriso stampato sulle labbra e le tue parole sempre gentili.<br />
Serberemo il tuo ricordo tra quelli più cari, felici di aver incontrato una persona umile e forte come te, lungo il nostro cammino.</p>
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		<title>Lo straordinario saccheggio degli enti locali</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 10:39:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RedAzione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[democratici]]></category>

		<category><![CDATA[bilancio]]></category>

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		<description><![CDATA[Comuni, Provincia e Regione spolpati dai tagli, ma gli sprechi abitano altrove
La manovra straordinaria di finanza pubblica varata a fine maggio dal Governo Berlusconi svela le tante bugie raccontate agli italiani in questi due anni di crisi. La crisi prima negata, poi meno grave che nel resto d&#8217;Europa, poi in via di superamento, ora viene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><a href="http://www.pdpersiceto.net/apertamente/home/wp-content/uploads/2010/07/piazza-municipio-persiceto-2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1066" style="margin: 5px;" title="piazza-municipio-persiceto-2" src="http://www.pdpersiceto.net/apertamente/home/wp-content/uploads/2010/07/piazza-municipio-persiceto-2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Comuni, Provincia e Regione spolpati dai tagli, ma gli sprechi abitano altrove</h3>
<p>La manovra straordinaria di finanza pubblica varata a fine maggio dal Governo Berlusconi svela le tante bugie raccontate agli italiani in questi due anni di crisi. La crisi prima negata, poi meno grave che nel resto d&#8217;Europa, poi in via di superamento, ora viene ammessa e si interviene in clamoroso ritardo, scaricando i costi della manovra sempre sugli stessi: lavoratori dipendenti, pensionati, piccoli lavoratori autonomi ed artigiani.</p>
<p>Un colpo durissimo è inferto anche agli enti più vicini alla gente: Comuni, Province e Regioni, che erogano i servizi più importanti.  I tanti soldi sprecati dal Governo per Alitalia, per abolire l&#8217;ICI su tutte le prime case, per detassare gli straordinari e per salvare dalla bancarotta le città di Palermo e Catania, oggi si potrebbero investire nella nostra industria e a sostegno dei lavoratori in cassa integrazione o senza lavoro. Abbiamo chiesto un parere ed una rapida analisi sulla manovra all&#8217;assessore al Bilancio Tommaso Cotti.</p>
<p><span id="more-1065"></span><strong>Perché pensi che questa manovra sia ingiusta? </strong><br />
Basta leggere le sue cifre: a fronte di tagli alla spesa per 24 miliardi di euro, ben 14,8 vengono tagliati alle autonomie territoriali, che però nel bilancio statale rappresentano solo il 35% della spesa totale. In sostanza, si toglie moltissimo ai livelli di governo più vicini ai cittadini e si lascia pressoché inalterata la spesa dei ministeri romani dove esistono i veri sprechi. Ci chiediamo se la Lega non si sia già affezionata al potere e non sia diventata una fedele alleata di quella &#8220;Roma ladrona&#8221; in passato tanto vituperata.<br />
Il secondo aspetto molto grave della manovra &#8220;Berlusconi-Bossi&#8221; è che si taglia in modo indiscriminato, senza considerare minimamente né la virtuosità di alcuni comuni che in questi anni hanno rispettato il patto di stabilità e hanno i conti in ordine, né la quantità o qualità dei servizi erogati ai propri cittadini. Così si colpiscono maggiormente i comuni del nord Italia che spendono i soldi dei cittadini per erogare servizi e non per dare stipendi. Ancora mi chiedo cosa ci stia a fare la Lega al Governo, che parla di federalismo fiscale, quando nei fatti sta riportando le leve del potere a Roma.</p>
<p><strong>Quale sarà l&#8217;entità dei tagli per la nostra zona? </strong><br />
Calando la manovra sulla nostra realtà, i numeri parlano chiaro. Per il 2011 alla Regione Emilia Romagna verranno tagliati 400 milioni di euro di trasferimenti statali, più 250 derivanti dal patto di stabilità, con forti ricadute su sanità, viabilità e trasporto pubblico, sulla formazione professionale e sugli incentivi alle imprese. La Provincia di Bologna perderà 5 milioni di euro nel 2011 e 8 milioni nel 2012, compromettendo così servizi essenziali in materia di scuola, viabilità, sicurezza stradale e difesa del suolo.</p>
<p><strong>Che effetti avrà sul nostro Comune?</strong><br />
A Persiceto verranno tolti circa 800.000 euro di trasferimenti statali nel 2011, che saliranno a 1.300.000 nel 2012. Tutti soldi pagati con le tasse da noi cittadini di San Giovanni, che saranno trattenuti a Roma per riparare al malgoverno di Pdl e Lega&#8230;alla faccia del federalismo! L&#8217;effetto sul nostro Comune, che ha i conti in ordine, un indebitamento bassissimo (2,5%) e ha sempre rispettato il patto di stabilità, sarà impressionante e metterà a rischio tutti quei servizi per le famiglie persicetane conquistati con fatica negli anni. Non verranno invece colpiti i comuni spreconi come Catania, Palermo e Roma, che anzi finora hanno goduto di trasferimenti a fondo perduto.</p>
<p><strong>In quale quadro politico-sociale si inserisce questa manovra?</strong><br />
La manovra si abbatte pesantemente su una situazione di forte crisi in cui versa il nostro territorio, con aziende in difficoltà e tante persone senza lavoro; senza contare l&#8217;attacco frontale alla scuola pubblica con cui il Governo, per la prima volta dall&#8217;istituzione del tempo pieno, costringerà molte famiglie che lo hanno scelto per i propri figli a rinunciarvi. Poi c&#8217;è la sicurezza, l&#8217;altro grande cavallo di battaglia del Governo in campagna elettorale. Ebbene, a due anni di distanza vediamo l&#8217;opposto, e cioè che si tagliano i fondi e si riducono gli organici di Carabinieri e Polizia. Il quadro è piuttosto disastroso e la manovra non potrà che tradursi in ulteriori diminuzioni dei servizi offerti alla gente e di sicurezze per il futuro. Questo rivela quanta demagogia ci sia nelle affermazioni di Berlusconi e del fido alleato Bossi.</p>
<p><strong>Cosa può fare il Partito Democratico?</strong><br />
Vogliamo dire basta a questo modo di fare politica, poco serio e sempre sulla pelle dei più deboli.<br />
Il Partito Democratico è pronto a costruire l&#8217;alternativa ed ha bisogno dell&#8217;appoggio delle tante brave persone che al momento assistono impotenti. È solo unendo le forze ed essendo compatti e determinati che potremo ridare una speranza di cambiamento al nostro Paese.</p>
<p><em>Margherita Cumani e Tommaso Cotti</em></p>
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		<title>Avis, facciamo circolare la nostra energia liquida</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 10:35:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[associazioni, cooperative]]></category>

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		<description><![CDATA[Il sangue è la più indispensabile forma d&#8217;energia al mondo: tutti noi ne abbiamo bisogno e ne siamo al contempo generosi produttori. I migliori di noi, ne sono anche donatori. Per diventare donatore Avis, basta avere tra i 18 ed i 60 anni, pesare più di 50 Kg ed essere in buone condizioni di salute. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il sangue è la più indispensabile forma d&#8217;energia al mondo: tutti noi ne abbiamo bisogno e ne siamo al contempo generosi produttori. I migliori di noi, ne sono anche donatori. Per diventare donatore Avis, basta avere tra i 18 ed i 60 anni, pesare più di 50 Kg ed essere in buone condizioni di salute. Ci si può recare in un punto di raccolta sangue per sottoporsi alla visita e al prelievo necessari ad accertare l&#8217;idoneità. Dopo 45/50 giorni il nuovo donatore verrà invitato ad effettuare la prima donazione.</p>
<p>Il volume massimo del prelievo di sangue per legge è di 450 millilitri. Ai lavoratori dipendenti è riconosciuta una giornata di riposo retribuita, mentre agli autonomi è generalmente riservato un accesso preferenziale per limitare al minimo l&#8217;assenza dal lavoro. I donatori ricevono inoltre un feedback costante sulla loro salute: un piccolo vantaggio personale che si somma alla gioia di sapersi utile alla comunità.</p>
<p><span id="more-1063"></span>L&#8217;inizio del 2010, tuttavia, ha registrato un calo di circa 400 donazioni rispetto al 2009. Un trend che rischia di acuirsi nei mesi estivi, quando - per via delle vacanze - le scarse donazioni portano le banche regionali del sangue ad una situazione d&#8217;emergenza. Se non viene interrotto, si profila un&#8217;estate molto difficile per chi ha cronicamente bisogno di trasfusioni, ma anche per le urgenze. Prima di partire per le ferie, quindi facciamo il pieno!</p>
<p>Possiamo donare: a Bologna, presso la Casa dei Donatori di Sangue (via dell&#8217;Ospedale n. 20) tutte le mattine dalle 7.15 alle 10.30; a San Giovanni in Persiceto, presso l&#8217;Ospedale S.Salvatore (day hospital piano terra, via E. Palma 1) dalle 8 alle 10.30, nelle seguenti giornate: domenica 11 e giovedì  22 luglio, giovedì 26 agosto, domenica  5 e giovedì  23 settembre, domenica 10 e giovedì  21 ottobre, giovedì 25 novembre, domenica  5 e giovedì 23 dicembre.</p>
<p><em>Valentina Borghesani</em></p>
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		<title>Apertamente Tv - A trent&#8217;anni dalla strage di Bologna</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 17:08:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[APERTAMENTE TV]]></category>

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		<title>Apertamente Tv - Dibattito sulla scuola</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 17:05:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[APERTAMENTE TV]]></category>

		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src='http://www.youdem.tv/witv/Default.aspx?id_video=19573058-73a4-4696-87ef-4c0eecafc826&#038;isDotTV=true' width='425' height='355' frameborder='0'></iframe></p>
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		<title>Se il fotovoltaico si scontra con la burocrazia</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 08:54:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RedAzione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[APERTAMENTE TV]]></category>

		<category><![CDATA[ambiente]]></category>

		<category><![CDATA[energie alternative]]></category>

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		<description><![CDATA[La difficoltà di investire nelle energie rinnovabili a fronte di un sistema di vincoli e permessi interminabili. Luca Marcheselli racconta la sua esperienza di coniugazione tra fotovoltaico e agricoltura sostenibile a San Giovanni in Persiceto.

Capita spesso, viaggiando verso Bologna, di buttare l&#8217;occhio sui pannelli solari che sorgono in mezzo alla campagna, subito dopo la rotonda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La difficoltà di investire nelle energie rinnovabili a fronte di un sistema di vincoli e permessi interminabili. Luca Marcheselli racconta la sua esperienza di coniugazione tra fotovoltaico e agricoltura sostenibile a San Giovanni in Persiceto.</strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/UX3_BTBlP7w&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="385" src="http://www.youtube.com/v/UX3_BTBlP7w&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Capita spesso, viaggiando verso Bologna, di buttare l&#8217;occhio sui pannelli solari che sorgono in mezzo alla campagna, subito dopo la rotonda del Poggio. Poi si rivolge nuovamente lo sguardo verso la strada e non ci si pensa più. Quei pannelli invece meriterebbero una maggiore attenzione perché sono il risultato di un&#8217;idea nata qualche anno fa e racchiudono una lunga storia, ancora in corso, caratterizzata da tanti problemi e mille difficoltà, un piccolo spaccato dell&#8217;Italia di oggi.</p>
<p><span id="more-1055"></span></p>
<p>Per questa volta allora rinunciamo a proseguire verso Bologna e svoltiamo lungo Via Poggio e Via Viazza, ed entriamo nell&#8217;area dove è stato realizzato l&#8217;impianto. Qui troviamo Luca Marcheselli, laurea in Scienze Agrarie, master in gestione dell&#8217;acqua, dottorato di ricerca in Meccanica Agraria e numerosi altri titoli internazionali, che ci racconta la sua esperienza di agricoltura fotovoltaica.</p>
<p>Perché agricoltura fotovoltaica? Perché si cerca di coniugare la produzione di energie rinnovabili alla coltivazione agricola tradizionale. L&#8217;idea è stata quella di utilizzare una vasta zona di terreno agricolo per impiantare pannelli solari ed utilizzare lo spazio sottostante come serre per la coltivazione di piante che soffrono la luce diretta del sole. Per usare un termine tecnico, si tratta di ombrari fotovoltaici. Il progetto prevede anche il recupero dell&#8217;acqua piovana per alimentare un impianto di microirrigazione delle colture e la coltivazione, nelle aree circostanti, di piante officinali, orticole e alberi da frutto. In sostanza, si vuole dimostrare che la produzione di energia elettrica fotovoltaica non ruba suolo all&#8217;agricoltura e può essere invece un mezzo per migliorarla.</p>
<p>I pannelli sono in funzione da quasi un anno mentre gli ombrari sono tuttora in fase di realizzazione. Il progetto non è ancora completo a causa degli innumerevoli problemi che si sono presentati e che continuamente rallentano i lavori. Il primo che si presentò fu quello del finanziamento. Un impianto di questo genere richiede un grosso investimento iniziale, recuperabile nell&#8217;arco di una quindicina di anni grazie alla vendita di energia elettrica. Ma le banche si giravano dall&#8217;altra parte. Se non fornisci la garanzia con patrimoni immobiliari, o se non hai una famiglia benestante che può garantire il prestito, le banche non danno nulla. Qual è allora il senso di avere un&#8217;idea, di mettere a frutto il proprio ingegno e le proprie competenze se poi quello che viene valutato è un qualcosa che non dipende da ciò che proponi?</p>
<p>Dopo quasi un anno di ricerca, quando ormai il progetto stava per essere infilato in un cassetto, Luca trovò finalmente una banca che, a differenza delle altre, lesse per davvero il progetto e concesse il finanziamento. Da qui cominciarono altri problemi, generalmente di doppia natura, amministrativa e realizzativa. Per quanto riguarda la parte burocratica, le difficoltà sono arrivate per la sovrapposizione delle competenze tra enti e per la conseguente lunghezza dei tempi di risposta. Solo per quanto riguarda il Comune ci sono ben sei uffici che in un qualche modo debbono intervenire nel progetto, ci sono diverse DIA da richiedere, per non parlare poi dell&#8217;intervento delle Belle Arti, della Provincia, della Regione e dei tre enti che fanno a capo della gestione dell&#8217;energia elettrica nazionale, Terna, Enel, Gse.</p>
<p>Una volta trovata la strada nei meandri della burocrazia, sono affiorate le difficoltà realizzative. La più grande è stata la negligenza dell&#8217;impresa costruttrice che, sbagliando alcune misure minime e le integrazioni architettoniche, ha causato un declassamento dell&#8217;impianto con conseguente riduzione degli introiti. Quando finalmente l&#8217;impianto è entrato in funzione, sono stati rubati da ignoti una quarantina di pannelli; il furto ha abbassato del 15% il rendimento dell&#8217;impianto. Ovviamente l&#8217;assicurazione si è attaccata a un cavillo di realizzazione e non ha risarcito il danno, che ammonta a circa trentamila euro. A tutto questo vanno aggiunti i problemi con il primo sistema di allarme, pure quello mal realizzato, che ha costretto per lungo tempo Luca e il padre a notti di guardia presso l&#8217;impianto. Infine, dopo sette mesi di produzione di energia in quantità tale da poter servire abbondantemente tutte le villette del Poggio, il Gse, a causa dei ritardi dell&#8217;impresa costruttrice, non ha ancora cominciato a pagare la fornitura di energie elettrica. Il tutto mentre Luca deve fare fronte alle spese e al mutuo contratto con la banca. La soddisfazione personale per avere concepito un&#8217;idea innovativa ed averla anche realizzata, è quotidianamente messa a dura prova da un infinito elenco di imprevisti che, se fossero noti in partenza, probabilmente dissuaderebbero chiunque dal gettarsi in simili esperienze.</p>
<p>Viene allora spontaneo chiedere a Luca se, a posteriori, lo rifarebbe. &#8220;In questo preciso momento direi di no.&#8221; - risponde Luca - &#8220;In Italia ti puoi permettere di fare delle cose di un certo livello solo se hai le spalle ben coperte e non hai bisogno di contare su tempi ben definiti. Ogni piccola cosa diventa una lungaggine burocratica o un ostacolo. Piuttosto accetterei quel posto che mi offrirono a Londra due anni fa in facoltà come post dottorato. È bello stare in campagna ma avere qualche opportunità in più in Italia non sarebbe male.&#8221;</p>
<p><em>Paolo Balbarini</em></p>
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		<title>Se la mafia fa affari al Nord</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 22:05:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guest</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[associazioni, cooperative]]></category>

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		<category><![CDATA[libera terra]]></category>

		<category><![CDATA[lotta alla mafia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 20 marzo l&#8217;iniziativa di Libera per far luce su un fenomeno diffuso anche nelle nostre terre
Forse pochi sanno che sul finire degli anni Cinquanta, in seguito all&#8217;emanazione della legge che imponeva ai condannati per mafia &#8220;l&#8217;esilio&#8221; nel Nord d&#8217;Italia, a San Giovanni in Persiceto venne assegnato nientemeno che Totò Riina. Il &#8220;capo dei capi&#8221;, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Il 20 marzo l&#8217;iniziativa di Libera per far luce su un fenomeno diffuso anche nelle nostre terre</h3>
<p><a href="http://www.pdpersiceto.net/apertamente/home/wp-content/uploads/2010/03/libera-locandina.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1029" style="margin: 5px;" title="libera-locandina" src="http://www.pdpersiceto.net/apertamente/home/wp-content/uploads/2010/03/libera-locandina-142x300.jpg" alt="" width="142" height="300" /></a>Forse pochi sanno che sul finire degli anni Cinquanta, in seguito all&#8217;emanazione della legge che imponeva ai condannati per mafia &#8220;l&#8217;esilio&#8221; nel Nord d&#8217;Italia, a San Giovanni in Persiceto venne assegnato nientemeno che Totò Riina. Il &#8220;capo dei capi&#8221;, tuttavia, si diede alla latitanza prima di giungere nel nostro Comune. Proprio quella legge, alla cui base stava la sciagurata idea che &#8220;il mafioso fuori dal proprio ambiente diventa pressoché innocuo&#8221; (come scrivono Enzo Ciconte e Raimondo Catanzaro in una ricerca pubblicata nei &#8220;Quaderni di città sicure&#8221; a cura della Regione), è stata una delle cause del fenomeno dell&#8217;infiltrazione mafiosa nelle regioni del Nord, Emilia Romagna compresa.</p>
<p>Un fenomeno a tutt&#8217;oggi ancora troppo spesso sottovalutato, su cui le associazioni Libera e Avviso Pubblico hanno deciso di puntare l&#8217;attenzione, scegliendo simbolicamente Milano come città dove celebrare, il 20 marzo, la quindicesima edizione della &#8220;Giornata della Memoria e dell&#8217;Impegno in ricordo delle vittime delle mafie&#8221;. Al mattino si svolgerà la tradizionale e coloratissima marcia per le strade della città, che terminerà con l&#8217;arrivo in una piazza (il percorso della manifestazione si può trovare sul sito www.libera.it), in cui verranno letti i nomi delle oltre novecento vittime delle organizzazioni criminali: magistrati, imprenditori, sacerdoti, appartenenti alle forze dell&#8217;ordine, giornalisti, esponenti politici, sindacalisti, semplici cittadine e cittadini. Nel pomeriggio si terranno alcuni seminari ed un concerto.</p>
<p><span id="more-1028"></span>Tema centrale della giornata sarà proprio la dimensione finanziaria delle mafie, che, non a caso, concentrano i loro interessi economici principalmente nel Nord Italia, in Lombardia soprattutto, ma anche nella nostra Emilia Romagna. Stando ai dati dell&#8217;Agenzia del demanio aggiornati al 31 dicembre 2009, nella nostra regione ci sono 23 aziende (di cui 18 nel bolognese) e 81 beni immobili (di cui 19 nel bolognese) che sono stati confiscati alla criminalità organizzata.</p>
<p>Ma a parte i dati numerici, che devono comunque far riflettere, è importante capire come e quando sia avvenuta questa infiltrazione nei nostri territori, e soprattutto perché non ce ne siamo accorti. Una prima causa, come si evince dalla ricerca condotta da Enzo Ciconte e Raimondo Catanzaro, è stata proprio l&#8217;emanazione della legge sul soggiorno obbligato. Fu così che centinaia di boss di grande e piccolo calibro, esponenti di cosa nostra, della ‘ndrangheta e della camorra, hanno potuto insediarsi e &#8220;contaminare&#8221; regioni in cui il fenomeno della criminalità organizzata era del tutto sconosciuto.</p>
<p>Altra causa dell&#8217;&#8221;esportazione&#8221; delle mafie al Nord fu l&#8217;ondata migratoria di lavoratori meridionali negli anni Cinquanta e Sessanta, che, come tutte le migrazioni, porta con sé molte persone oneste e desiderose di migliorare la propria condizione assieme a malavitosi di ogni specie. La penetrazione nel tessuto sociale avvenne poi in modo anonimo e silenzioso, i mafiosi si guardarono bene dall&#8217;attirare l&#8217;attenzione delle comunità locali con omicidi e sparatorie, ma cercarono al contrario di mimetizzarsi ed inserirsi in questo nuovo contesto, approfittando delle floride economie delle regioni del Nord per riciclare ingentissime somme di denaro sporco accumulato con le attività illecite.</p>
<p>Le organizzazioni criminali hanno sempre considerato l&#8217;Emilia Romagna come una terra di investimenti (in particolare nel settore edilizio e immobiliare, negli appalti, nella ristorazione e nei locali notturni) e, nonostante lo scorrere del tempo, sembrano non aver mutato la loro discrezione e la loro volontà di passare inosservati. Ad un occhio più attento, tuttavia, non può sfuggire il recente verificarsi di episodi inquietanti, come la busta contenente un proiettile ed una lettera di insulti e minacce recapitata al sindaco di Vignola nel settembre 2006, o per rimanere più vicino a noi, il pestaggio razzista di un ragazzo senegalese compiuto a Sant&#8217;Agata Bolognese dal nipote di un boss dei casalesi nell&#8217;agosto 2009.</p>
<p>Dobbiamo smetterla di pensare che la mafia sia un problema solo del Sud e che non ci riguardi, perché è stato inequivocabilmente dimostrato il contrario. È quindi necessario essere consapevoli ed informati, e fare pressione sugli amministratori locali affinché non sottovalutino il problema e tengano gli occhi ben aperti.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Maria Laura Ferioli<br />
Rete NoName Antimafia in Movimento<br />
noname.bologna@hotmail.it<br />
</em></p>
<p style="text-align: right;">
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		<title>&#8220;La politica non è impenetrabile&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 22:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Cicciomessere</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[democratici]]></category>

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		<category><![CDATA[parlamento europeo]]></category>

		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista a Debora Serracchiani, parlamentare europeo del Partito Democratico
E&#8217; la ragazza che ha preso più voti di Papi. Ha 39 anni ed è una delle risorse più promettenti del Partito Democratico. Debora Serracchiani, balzata all&#8217;onore della cronaca nel marzo 2009 grazie ad un suo intervento, cliccatissimo su Youtube, durante l&#8217;Assemblea Nazionale dei Circoli del PD, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Intervista a Debora Serracchiani, parlamentare europeo del Partito Democratico</h3>
<div id="attachment_1025" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.pdpersiceto.net/apertamente/home/wp-content/uploads/2010/03/serracchiani-22.jpg"><img class="size-medium wp-image-1025 " style="margin: 5px;" title="Debora Serracchiani alla festa dell'unità dell'Accatà (maggio 2009)" src="http://www.pdpersiceto.net/apertamente/home/wp-content/uploads/2010/03/serracchiani-22-300x225.jpg" alt="Debora Serracchiani (al centro) fra Renato Mazzuca e Sonia Camprini alla festa dell'unità dell'Accatà di S. Giovanni Persiceto (maggio 2009)" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Debora Serracchiani (al centro) fra Renato Mazzuca e Sonia Camprini alla festa dell&#39;unità dell&#39;Accatà di S. Giovanni Persiceto (maggio 2009)</p></div>
<p>E&#8217; la ragazza che ha preso più voti di Papi. Ha 39 anni ed è una delle risorse più promettenti del Partito Democratico. Debora Serracchiani, balzata all&#8217;onore della cronaca nel marzo 2009 grazie ad un suo intervento, cliccatissimo su Youtube, durante l&#8217;Assemblea Nazionale dei Circoli del PD, è oggi Segretaria Regionale del Friuli-Venezia Giulia e Parlamentare Europeo, eletta nella nostra circoscrizione.</p>
<p><strong>Debora, iniziamo subito con la situazione del PD. Come vedi il partito dopo quello che è successo per la scelta di alcune candidature per le elezioni regionali e il caso Delbono a Bologna?<br />
</strong>Oggi parlar male del PD è quasi una moda di conversazione. E certo, il momento non è dei migliori, mi sembra però che alcune cose si stiano sistemando e che il partito stia assumendo un profilo più definito, come ci dicono alcune scelte in vista delle regionali. Il caso della Puglia, se ha mostrato che sono stati fatti errori, ha anche evidenziato in maniera inequivocabile che i nostri elettori si orientano in una certa maniera piuttosto che in un&#8217;altra: il partito ne dovrà prendere atto e credo che potrà essere un bene anche per chi finora ha nutrito dubbi. Quanto a Delbono, c&#8217;è poco da dire: mi consola il fatto che, a differenza di altri, non abbia esitato ad assumersi tutte le sue responsabilità piuttosto che agitare lo spauracchio del complotto.</p>
<p><span id="more-1024"></span><strong>Al Nord la Lega sta continuando a raccogliere consensi, anche nella nostra Regione. Avrà un Presidente di Regione in Veneto e un altro è in corsa in Piemonte. Come credi debba muoversi il Partito Democratico per contrastarne l&#8217;avanzamento?<br />
</strong>Premetto che considero la Lega Nord, se possibile, un avversario più pericoloso di Berlusconi. I consensi crescenti di cui gode non derivano solo dal ripetere facili slogan, che purtroppo fuzionano presso determinate fasce di nostri concittadini. Spesso il pragmatismo e il cinismo della Lega si riducono ad iniziative politiche strumentali e di scarso respiro, ma che portano voti. Bisogna poi riconoscerle una buona struttura di partito, capace di selezionare ciclicamente la nuova classe dirigente, di cui Cota e Zaia sono due chiari esempi. Il PD dovrebbe valorizzare meglio i suoi amministratori locali, dando la precedenza a chi ha fatto la gavetta. Si annodano in questa maniera tanti contatti e s&#8217;instaurano soprattutto rapporti di fiducia immediati tra la gente comune ed il territorio, che possono poi essere usati anche sul palcoscenico della politica nazionale. Ma soprattutto a livello romano, il PD dovrebbe fare propria l&#8217;emergenza Lega, che non è più solo affare del nord.</p>
<p><strong>Il partito di Casini non solo si è astenuto sul legittimo impedimento, ma su alcuni temi, tra cui quelli etici, la pensa in modo diverso dalla maggioranza del nostro Partito. Alla luce di tutto questo, cosa ne pensi dell&#8217;allargamento all&#8217;UDC, non solo per le regionali ma, in prospettiva, anche per le Politiche?<br />
</strong>Un&#8217;alleanza allargata all&#8217;estrema sinistra ha mostrato i suoi limiti; temo che anche un allargamento in altre direzioni, se non costruito su garanzie che non possano poi più essere messe in discussione, rischi la stessa sorte. Si deve però dare atto a Casini d&#8217;aver preso una decisione coraggiosa, rinunciando a stare al governo con Berlusconi per mantenere una sua indipendenza. L&#8217;Udc conduce un&#8217;opposizione certo diversa dalla nostra, ma coerente, per cui non si deve escludere a priori una collaborazione con essa. Poi, è anche vero che in Italia esistono diverse declinazioni dell&#8217;Udc: c&#8217;è anche Cuffaro, ad esempio&#8230;. Patti elettorali verranno firmati solo con chi condivide il programma del Partito Democratico.</p>
<p><strong>Il Ministro Brunetta, pur con proposte &#8220;particolari&#8221;, ha avuto il merito di portare in primo piano un dibattito sul problema dei giovani che rimangono a casa troppo a lungo con i genitori, che si è poi allargato al problema della precarietà giovanile. Quali possono essere, secondo te, delle soluzioni a questi problemi?<br />
</strong>Lo sanno tutti: i giovani possono uscire di casa solo dopo aver raggiunto una certa autonomia economica, e questo non si può stabilire per decreto, così come non si può decidere di far terminare un processo in due anni senza dotare i magistrati degli strumenti adeguati. Fuori i giovani di casa a 18 anni è una frase ad effetto, che però non ha senso, e Brunetta è il primo a saperlo.<br />
Io punterei piuttosto sulla mobilità degli studenti, universitari e di scuola, incentivando gli scambi internazionali e gli stage all&#8217;estero. Questo non garantisce loro l&#8217;autonomia nell&#8217;immediato, ma credo concorra a trasformare la mentalità dei &#8220;mammoni&#8221;. E poi rafforzerei il rapporto tra università e mondo del lavoro. Può essere sgradevole da sentire, ma penso sia anche da disincentivare il &#8220;parcheggio&#8221; degli studenti all&#8217;università, i fuoricorso; e questo vuol dire anche incoraggiare gli studenti a trovarsi un lavoro prima della laurea, per esempio degli appositi contratti per studenti-lavoratori con agevolazioni fiscali. Rilancerei inoltre gli istituti tecnici: oggi è necessaria la laurea per mansioni che i nostri genitori potevano fare benissimo con l&#8217;esame di maturità. Certo anche le aziende andrebbero maggiormente sensibilizzate sulla possibilità di assumere dei diplomati.</p>
<p><strong>Passiamo ora all&#8217;Unione Europea. In questo periodo di crisi quali dovrebbero essere, secondo te, le priorità?<br />
</strong>Alla stampa italiana manca una sensibilità internazionale che non guardi unicamente oltre Atlantico, e forse non ha dato il rilievo meritato al fatto, ma alcuni Paesi dell&#8217;Unione sono davvero in grave crisi, primo fra tutti la Grecia. E sono in sofferenza anche le Repubbliche baltiche, soprattutto l&#8217;Estonia, l&#8217;Ungheria, la Polonia e anche l&#8217;Irlanda che una volta era considerata un modello. La priorità è dunque rinsaldare l&#8217;Unione così come appare dopo l&#8217;ultimo allargamento.<br />
È necessario, io credo, investire per costruire un&#8217;identità europea comune, e questo si può fare ad esempio incentivando le collaborazioni transfrontaliere. Parlo delle esperienze che mi sono più vicine territorialmente: in Italia c&#8217;è un programma di cooperazione ben avviato tra Trentino-Alto Adige e Tirolo, e anche a Gorizia sta maturando l&#8217;idea di un rapporto più stretto con Nova Gorica. Il Friuli Venezia Giulia e la Carinzia sono partner da molti anni.</p>
<p><strong>Al Parlamento Europeo sei, tra l&#8217;altro, membro sostituto nella Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni. Come vedi il nostro Paese, su questi temi, a confronto degli altri paesi dell&#8217;UE?<br />
</strong>Le libertà civili, in tutte le democrazie liberali, proteggono il cittadino dalle pretese dello Stato, riconoscendo l&#8217;individuo prima della comunità di associati. La tradizione politica italiana è decisamente un&#8217;altra, anche se nemmeno questa bene interpretata. A parole, l&#8217;Italia guarda ai corpi intermedi della società come interlocutori privilegiati dello Stato nei suoi rapporti con i cittadini: la verità è che troppo spesso la mediazione viene operata da gruppi di potere e movimenti di pressione. Anziché fungere da membrana che connetta le due sfere, questi gruppi fanno piuttosto da filtro nel quale ogni energia ed ogni risorsa si disperde. La burocrazia ed il malcostume aggravano questa tendenza. Siamo quindi un Paese a democrazia incompiuta. Il governo Berlusconi ha proclamato che voleva superare questi limiti, suscitando in molti l&#8217;illusione dell&#8217;efficienza. Cos&#8217;è successo? Che vengono difesi gli interessi suoi e di chi sta dalla sua parte, e che si sta abusando dell&#8217;uso della forza. Occorre ricordare la cosiddetta riforma della giustizia, il legittimo impedimento, il processo breve? O la caccia all&#8217;immigrato?</p>
<p><strong>Spesso i 20-30enni del PD vengono messi in secondo piano, perché prima &#8220;ci sono i vecchi&#8221;. Come credi che debbano muoversi per farsi ascoltare?<br />
</strong>Purtroppo non è sufficiente sgomitare e alzare la voce, ma spesso neppure le buone idee sono abbastanza. Ci vogliono le due cose insieme. Anche se non sembra, la politica non è impenetrabile: ci sono spazi che possono essere occupati dal primo che se ne accorge e che dimostra di saperci fare. Il secondo passo è non lasciarsi strangolare dall&#8217;abbraccio dei capicorrente e dei detentori di pacchetti di voti. Uno dei canali da battere è la politica universitaria, nella quale i giovani non hanno, per motivi anagrafici, alcun concorrente: là ci si può fare le ossa, far notare, e soprattutto capire se la politica è una strada che ci appassiona sul serio. C&#8217;è poco da fare: chi non vuole affidarsi ai soliti &#8220;santi in paradiso&#8221;, sappia che in politica si emerge se si è presenti, se si comincia stando fra la gente.</p>
<p><strong>Infine, ti ricordi quando l&#8217;anno scorso sei venuta a San Matteo della Decima e a pranzo alla Festa dell&#8217;Unità dell&#8217;Accatà? Speriamo di averti lasciato un buon ricordo e, quando vorrai tornare, sei la benvenuta!<br />
</strong>E come potrei dimenticarmene! Qui ho ricevuto in regalo una splendida bandiera del PD&#8230; È stata una giornata intensa e il bel ricordo me l&#8217;avete lasciato voi!</p>
<p style="text-align: right;"><em>Andrea Cicciomessere</em></p>
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